Lago di Bled
Slovenia

Weekend in Slovenia – Il viaggio della speranza

Cosa c’è di più bello di un viaggio atteso da tempo, per il quale si hanno alte aspettative, organizzato nei minimi dettagli e che si realizza proprio così come avevi pianificato? 

Esattamente l’opposto!

Ed il nostro viaggio in Slovenia ne è un esempio.

Per la rubrica #cazzadori, oggi ti farò una carrellata delle disavventure che hanno caratterizzato questa, nonostante tutto, fantastica esperienza!

Ebbene si! Innanzitutto: la Slovenia non era la destinazione che avevamo scelto! 

A gennaio, appena rientrati dalla montagna, in uno stato di nostalgia mista a smania, ci siamo messi subito all’opera per organizzare il viaggio di febbraio.

Sei alla ricerca di un itinerario per scoprire la Slovenia? Per leggere l’articolo dedicato clicca qui!

Cercavamo una meta idonea per una visita di 3-4 giorni, qualcosa che ci facesse sentire ancora in pieno clima invernale (visto che già ci mancava il freddo pungente del Trentino)..una capitale europea ci sembrava perfetta.

Insomma, Berlino era la scelta giusta.

Se non che, con i biglietti aerei prenotati ed un itinerario quasi completato, ad una settimana dalla partenza, eravamo tormentati dai dubbi: Filippo diventato ipocondriaco per le continue notizie riguardanti il virus cinese, io avvilita per le previsioni meteo che presagivano venti a 200km/h e devastazione nel nord Europa.

Tutto quello che di terribile poteva accadere, in quei giorni, sembrava accadere proprio in Germania!

Alla fine, con un diavolo per capello (e se sei un maniaco del controllo puoi capirmi) abbiamo deciso di disdire e rimediare una destinazione che ci consentisse di viaggiare in auto.

Dopo aver valutato Svizzera, Austria, Costa Azzurra ed altre mete, a due giorni dalla partenza, con tanti dubbi abbiamo preso la situazione in mano: due prenotazioni al volo, qualche ricerca in Internet, una valigia basic e via che eravamo in viaggio per la Slovenia.

Risvolto positivo

Avevamo puntato già da un po' il lago di Bled ed un carinissimo glamping nelle vicinanze. Il lago non ha deluso le aspettative ed abbiamo avuto la fortuna di trovare una casetta disponibile nel glamping Ribno, proprio il giorno del nostro anniversario!

castello di predjama

Ma la conosci la legge di Murphy? Bene, questo viaggio ne è una prova empirica.

In Slovenia senza i documenti d'identità

L’euforia della partenza non era la solita, inficiata dall’amaro in bocca lasciato dalla disdetta per Berlino ed una meta che non conoscevamo bene né ci incuriosiva particolarmente.

E nel bel mezzo del viaggio, dopo tre ore di auto, quando eravamo già oltre Venezia.. L’amara scoperta! Filippo, con un filo di voce ha pronunciato quelle parole: “Amo, non ho i documenti” (applausi!).

Stranamente, sono rimasta nel mio stato di apatia mattutina senza particolare turbamento: ho pensato che non fosse poi così grave, eravamo in Europa, a due passi dal l’Italia, cosa vuoi che sia. Per scrupolo però abbiamo fatto una ricerca online, e da lì: l’ansia!

Abbiamo letto di esperienze terribili, polizia inviperita e multe salatissime. In ordine abbiamo chiamato i carabinieri del nostro paese, i carabinieri di Venezia, gli alberghi, il consolato e l’ambasciata italiana in Slovenia, ebbene si. 

Il bello è che ognuno ci ha consigliato di fare diversamente: fare una denuncia di smarrimento in Italia, farla in Slovenia, procurarci una sorta di autorizzazione temporanea, tornare indietro.. Senza considerare che essendo sabato, consolato e ambasciata il giorno dopo sarebbero state chiuse e che in realtà.. non sapevamo neanche se Filippo avesse dimenticato o perso il documento d’identità!

Alla fine abbiamo deciso di presentarci al primo comando della polizia slovena, in un paesino poco dopo il confine, dove ci hanno detto che, visto che oramai avevamo varcato il confine, era meglio andare via e far finta di non esserci mai vistiBene. 

Di lì in avanti ci siamo affidati al destino nella speranza di non essere fermati dalla polizia durante la nostra permanenza e non beccarci una multa.

Risvolto positivo

Io ho capito di riuscire a gestire l'ansia e non ho inveito contro il povero Fili, abbiamo fatto delle lunghe chiacchierate in lingua inglese riuscendo a farci capire e la fortuna ci ha assistiti: la polizia non ci ha mai fermato!

stesi sul letto

Ormai eravamo temprati, nulla avrebbe scalfito ancora quei giorni di relax (pensavamo).. e invece no!

Chiusi fuori dalla camera dell'hotel

Era la seconda sera ed i primi due giorni in Slovenia erano trascorsi senza altri particolari inceppi.

Eravamo in giro dalle 8 del mattino, tra laghi e trekking, ed avevamo deciso di tornare in albergo direttamente dopo cena, quindi la situazione era: stanchezza infinita, pancia piena e terribile voglia di farsi una doccia calda!

Ma arrivati in albergo, il sogno si è infranto: la tessera elettronica che apriva la porta della camera non funzionava! 

Non poteva essere vero, ma dopo svariati tentativi, niente, eravamo chiusi proprio chiusi fuori. 

Non sarebbe stato un problema, se non fosse che l’hotel era una sorta di gruppo di appartamentini e la reception la sera chiudeva.

Il proprietario ci aveva detto di chiamarlo al cellulare per eventuali problemi, dopo una certa ora. Bene, il numero di telefono era in camera, sulla scrivania. E noi sempre fuori! 

Abbiamo dovuto importunare i nostri vicini e chiedere loro di darcelo. 

Il proprietario, che evidentemente era sul divano di casa sua tra le braccia di Morfeo, è giunto in nostro aiuto dopo circa 30 minuti. Nel mentre Fili ed io eravamo seduti nel corridoio dell’hotel in perfetto stile barboni!

Risvolto positivo

Per scusarsi dell'inconveniente, a suo dire inspiegabile e mai accaduto, il proprietario dell'hotel ci ha portato, oltre alla nuova tessera, due mini bottiglie di spumante, che abbiamo bevuto il giorno dopo immersi nell'acqua calda della tub del glamping Ribno.

cosa vedere in Slovenia glampin

Ovviamente te ne potrei raccontare altre: 

♦ abbiamo assaggiato tutti i dolci possibili perché “Amo ho letto che I dolci sloveni sono buonissimi” e nessuno ci è piaciuto;

♦ abbiamo fatto un’ora di trekking per raggiungere un punto panoramico da cui fotografare il lago di Bled e nel tornare indietro ci siamo resi conto che il punto che cercavamo non era quello che avevamo raggiunto, ma era poco più in su; 

♦ abbiamo raggiunto con fierezza la cascata di Savica, ed in quel momento però aveva la gettata del rubinetto di casa mia;

♦ abbiamo tentato di addentrarci nella gola di Vintgar, e siamo stati bloccati dopo poche decine di metri dagli operai, perché le gole erano chiuse e l’apertura è prevista per la primavera.

Insomma, la Slovenia è stata così, alti e bassi (più bassi che alti), un’esperienza all’insegna dei contrasti che ci ha lasciato una grande curiosità e tanta voglia di scoprirla meglio.

È stata come quando sei al supermercato, di fretta, e mentre ti barcameni tra gli scaffali senza trovare quello che cerchi, incroci casualmente degli occhi sconosciuti ed intriganti. Ed il giorno dopo, nello stesso supermercato, cerchi di nuovi quegli occhi. 

Torneremo ad incrociare i tuoi occhi, nostra inattesa, imprevedibile e cara Slovenia!

Sono curiosa di sapere se anche a te è successo di vivere una vacanza  turbolenta e, se si, come hai reagito per far si che rimanesse comunque indimenticabile

Quindi, aspetto i tuoi commenti qui sotto!

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Filippo e Ornella

Siamo Filippo e Ornella. Viaggiadori è il nostro blog di viaggi sostenibili con un tocco green. Al suo interno raccontiamo le nostre esperienze all'insegna del benessere e della valorizzazione di natura e territorio.

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